Google e la supremazia quantistica

Google avrebbe raggiunto la supremazia quantistica. O almeno questo è quello che è sembrato emergere alla fine della scorsa settimana da un post comparso su uno dei siti della NASA.

Stando al leak, ripreso dal Financial Times, sul quale non è arrivata alcuna smentita, il computer sviluppato dai ricercatori di Google sarebbe in grado di risolvere in appena 3 minuti e 20 secondi un calcolo che la macchina più potente al mondo potrebbe risolvere in 10 mila lunghissimi anni.

In pratica un vero e proprio salto nell’evoluzione delle macchine, che catapulta anche noi essere umani tra le più profonde paure rispetto a un rapporto ancora scarsamente indagato e definito con le macchine.

In realtà, secondo i ricercatori di Google, il sistema può eseguire solo un singolo calcolo altamente tecnico e l’uso di macchine quantistiche per risolvere problemi pratici è ancora lontano anni.

Ma si tratta comunque di “una pietra miliare verso il calcolo quantistico su larga scala”. I ricercatori hanno anche predetto che la potenza delle macchine quantistiche crescerà a un “doppio tasso esponenziale”, rispetto al tasso esponenziale della Legge di Moore, che ha guidato i progressi nei chip di silicio nella prima era dell’informatica.

È ancora presto per la singolarità

Secondo quanto emergerebbe dal documento apparso venerdì sul sito della NASA, i ricercatori di Mountain View avrebbero sviluppato la macchina più potente al mondo. La singolarità è già cominciata?

«Purtroppo non si tratta della macchina più potente del mondo e, sicuramente, la singolarità non è cominciata.

Fermo restando che non abbiamo ancora un annuncio ufficiale e una peer review da parte di una rivista scientifica internazionale, quindi la cautela è d’obbligo, sembra che Google abbia raggiunto la supremazia quantistica. Vale a dire che una loro macchina è stata in grado di risolvere un singolo problema specifico con un’efficienza marcatamente maggiore rispetto ai computer tradizionali, in questo caso quella del principale supercomputer al mondo, Summit, una macchina che gira a 200 Petaflop, impiegando 200 secondi invece dei circa 10 mila anni che sarebbero stati richiesti a quella macchina.

Se verificato, si tratta di un risultato molto interessante, anche in assenza di immediate ripercussioni pratiche si dimostra che la natura permette di effettuare questo tipo di processi».

Come uomini, dovremmo temere una tecnologia così potente o al contrario dovremmo leggerne tutte le possibili applicazioni in modo positivo?

«Come tutte le tecnologie ci possono essere utilizzi positivi, per migliorare la vita, il lavoro e la salute umana, o negativi, come le applicazioni militari o quelle relative al controllo sociale.

Si entra però in dimensioni etico-politiche di natura diversa. Alla radice è importante ribadire che il progresso scientifico-tecnologico ha complessivamente portato nella storia infinitamente molti più benefici che danni, quindi traguardi di questo tipo andrebbero considerati come notizie positive».

E quali potrebbero essere le applicazioni che cambieranno le nostre vite? Pensiamo ad esempio alla soluzione di grandi problemi globali come i cambiamenti climatici.

«A breve termine difficilmente potremo trovare applicazioni dirette, è troppo presto e ci sono sfide ingegneristiche enormi ancora da risolvere.

Quando si svilupperanno i quantum computer alcuni ambiti di applicazione realistici sono le simulazioni chimiche, come ad esempio il disegno di nuovi materiali o farmaci, e i problemi di ottimizzazione. In futuro ci potrebbero essere anche applicazioni nella crittografia o nel machine learning».

Cos’è il quantum computing

Il quantum computing è un approccio che fa leva su uno dei pilastri della fisica moderna, la meccanica quantistica, e ne applica alcune proprietà fondamentali all’architettura dei calcolatori.

Il campo dell’informatica quantistica è in realtà un sottocampo della scienza dell’informazione quantistica, che include la crittografia quantistica e la comunicazione quantistica e un computer quantistico ha in teoria il potenziale per simulare cose che un computer classico non può simulare.

Cosa significa per l’uomo lo sviluppo di un computer quantistico? Questa discontinuità potrebbe avere applicazioni importanti dalla ricerca medica, allo sviluppo di nuovi materiali, dalle telecomunicazioni, all’intelligenza artificiale, fino alla tecnologia militare.

Per capire meglio quali sono i potenziali sviluppi e le applicazioni di questa tecnologia, ma soprattutto per indagare le implicazioni della notizia su Google e il più potente computer quantistico, abbiamo rivolto alcune domande a Raffaele Mauro, Managing Director di Endeavor Italia e autore del libro “Quantum computing. Tecnologia, applicazioni, investimenti“.

Cos’è un computer quantico e quali sono le traiettorie di sviluppo

Nell’immaginario collettivo un computer quantico è un mega-server che occupa interi edifici, o una pioggia di numeri verdi alla maniera di Matrix, ma come funziona davvero il quantum computing?

«Molte delle macchine oggi esistenti sono di fatto dei chip basati su hardware specializzato inseriti in dei grandi frigoriferi che li portano a temperature prossime allo zero assoluto, oggetti, grandi costosi e complessi che difficilmente saranno nelle nostre case nel medio termine.

Tuttavia, come altri servizi oggi, uno scenario possibile è l’erogazione in cloud, dove chi vorrà utilizzare la potenza computazionale quantistica lo farà in rete tramite grandi fornitori specializzati».

Cosa può significare a livello globale che una tecnologia così potente sia a disposizione di un’azienda?

«C’è sicuramente una “corsa alle armi” sia tra stati che tra aziende. Altri grandi della tecnologia, come IBM ad esempio, fanno ricerca avanzata nel settore, così come alcuni governi, come nel caso della Cina.

Qualora fosse confermato il risultato di Google sicuramente porterà attenzione, investimenti e credibilità verso questa organizzazione e verso il settore in generale».

E in Italia e in Europa chi sta sviluppando queste tecnologie? Possiamo parlare di una competizione globale o si persegue un obiettivo comune?

«La competizione è globale, dall’altro lato la cooperazione e la mobilità dei ricercatori lo sono altrettanto. C’è un’interazione tra sfide scientifiche e sfide tecnologiche molto delicata.

In Europa abbiamo avuto un Flagship Program da 1 miliardo di euro dedicato alle tecnologie quantistiche in generale, di cui una parte relativa alla computazione quantistica, che sta muovendo i primi progetti.

In Italia è presente un’ottima scuola di fisica che produce laureati e ricercatori che spesso atterrano all’estero, c’è molto lavoro da fare sui temi di trasferimento tecnologico e venture capital dedicato a questi settori».

 

by Mirko Pallera


Deep Web - Perché?

Sfortunatamente, a causa di tutta la disinformazione che circola sul cosiddetto “deep web”, c’è molta confusione a riguardo.

Attenzione: il “deep web” non è altro che pagine web non indicizzate dai motori di ricerca standard, come Google, Bing, Yahoo !, e persino DuckDuckGo (un motore di ricerca Clearnet che non ti tiene traccia di te ). Esempi di questo sarebbero profili privati di Facebook, profili privati di Instagram, i dettagli confidenziali del tuo sito bancario, o anche un blog non indicizzato o un sito personale.

La “darknet=rete oscura” è ciò che le persone hanno in mente quando pensano alle storie dell’orrore che circolano su Reddit, YouTube, ecc. (A proposito, la maggior parte di quelle storie sono inventate.) Il web oscuro si riferisce a siti costruiti sulle “darknets”, che sono reti anonime che richiedono un software speciale o un’autorizzazione per l’accesso. Il problema è che i due termini sono costantemente confusi l’uno con l’altro, quindi la gente ha iniziato a usarli in modo intercambiabile.

Quale darknet è il migliore? Tor è probabilmente la darknet più popolare al momento, ed è ancora uno dei migliori in termini di anonimato. I siti costruiti sulla rete Tor sono chiamati “servizi nascosti Tor” o “siti onion”. Puoi anche accedere ai siti “clearnet” (.com, .net, .org, ecc.) In modo anonimo con Tor ed eludere un sacco di metodi di censura di Internet che vengono utilizzati in alcuni paesi. Tuttavia, Tor(Tor Browser) non è l’unico modo per accedere al cosiddetto “dark web”.

Il nome “Tor” sta per “the onion router”, nel senso che incapsula le tue comunicazioni in strati di crittografia, analoghi agli strati di una cipolla. A causa di questa tecnica di instradamento onion, il tuo indirizzo IP è camuffato, così come i luoghi e le identità di coloro che ospitano i servizi nascosti.

Tor è anche la rete su cui sono ospitati molti “mercati darknet”, cioè i siti di e-commerce che vendono droghe, account Netflix hackerati, abbigliamento cardato, ecc. Probabilmente l’esempio più famoso di un mercato darknet è The Silk Road, che è considerato essere il primo mercato darknet moderno; è stato lanciato nel 2011 e chiuso dall’FBI (in collaborazione con ICE, DEA e IRS Criminal Investigations) nel 2013.

Oltre ai mercati, troverai molti forum e social network, con la differenza che le persone amano usarli in modo anonimo e spesso inventano false identità.

I social network, a volte, sono paradisi per attività criminali – ad esempio, c’era uno chiamato Blackbook che sarebbe un “Facebook alla Tor”. Alcuni dei suoi membri vendevano narcotici, carte di credito scremate e altri beni apertamente sul sito, che dubito si vedrebbe accadendo all’aperto su Facebook.

Ci sono molte altre reti come Tor che esistono – alcuni esempi sono I2P, Freenet, ZeroNet, GNUnet, Netsukuku, cjdns e altri.

Puoi accedere ai primi tre con un browser “normale” come Firefox o Chrome, ma devi configurarli correttamente. Con I2P, è necessario modificare le impostazioni del proxy su 127.0.0.1, porta 4444 e quindi eseguire il programma I2P.

ZeroNet (Decentralized websites using Bitcoin crypto and the BitTorrent network) è una rete di anonimato un po ‘più recente che utilizza la crittografia bitcoin e la rete BitTorrent (così come Tor) per raggiungere l’anonimato. Anche a questo si può accedere con un browser standard.

Se stai solo cercando di accedere a siti “brutti” (a cui ho trovato molte persone interessate), usa Tor o forse Freenet. Tuttavia, potresti comunque rimanere deluso. Non è così terrificante come lo sono le storie dell’orrore che si sentono in giro. Semplicemente il tutto richiede un po di attenzione in piu’ rispetto alla “clearnet”.

By Quora